martedì 5 ottobre 2010

II. Esplorando il monastero

Dopo il primo combattimento ed aver conosciuto il monaco i misteri crescevano, era arrivato il momento di affrontare quelle strane presenze e di conoscere nuova gente.






Un elfo prestante giunge al cancello del monastero e trovandolo aperto entra nel grande cortile. Avvicinandosi al portone nota una figura incorporea sul laghetto ghiacciato. La figura scompare, lui si avvicina al laghetto, smuove un po' di neve dalla sua superficie ma non vede nulla, quindi entra. Accende una torcia e prosegue all'interno del monastero seguendo le voci che sente in lontanaza.
Nel frattempo gli altri erano nella stanza dello scontro, che discutevano, ponendo varie domande al monaco riguardo il monastero e il perchè lui si trovasse lì da solo. Lui cercava di rispondere in maniera convincente e offriva delle gallette; alcuni accettarono. Mentre la discussione proseguiva, attraverso la porta, tutti notarono un'ombra avvicinarsi. Occhi d'oro è il primo ad uscire e ad incontrare l'elfo, di nome Miaren, che era appena entrato. Seguirono le presentazioni con tutti e le domande varie al nuovo arrivato e continuò la discussione sul monastero.

Tarot, che si trovava ancora nella foresta, dopo essersi saziato della carne dei nemici cerca di dormire qualche ora coprendosi con ciò che rimane dei cadaveri e indossando le mutande dei non morti ai polsi. Il freddo però si fa pungente, quindi si sveglia e riprende la via del monastero, giungendovi dopo diversi minuti di cammino. Anche lui entra e infine si ricongiunge agli altri.
All'arrivo di questo immenso e potente barbaro, gli altri incoraggiati e fiduciosi decidono di iniziare un'esplorazione del monastero. Entrati nella cucina, Occhi d'oro sentendo dei rumori provenire da dietro una porta che sembra essere uno stanzino, decide di usare delle bottiglie di petrolio (che si trovavano sul tavolo della stanza) come bombe incendiarie, rischiando di far prender fuoco a tutto il monastero. Tarot cerca di lanciar fuori dalla finestra un paio di bottiglie ma una delle bottiglie cade a terra; a quel punto il barbaro decide di afferrare Miaren e il monaco e scappare via, mentre gli altri erano già usciti dalla stanza. Il monaco riesce a liberarsi e rimane in stanza con Occhi d'oro che alla fine spegne le fiamme con un incantesimo.

Kalis, in particolare, si allontana fino al cortile d'ingresso dove trova un passaggio segreto che conduce in una stanza nascosta, ma non ha neanche il tempo di entrare che l'oscurità lo avvolge e qualcosa lo afferra. Riesce a liberarsi e fugge via tornando dagli altri piuttosto malconcio, dicendo che è stato attaccato da un fantasma.

Rientrati tutti all'interno dell'edificio, dopo aver fatto la paternale ad un Occhi d'oro tutt'altro che pentito, decidono di continuare l'ispezione. Vanno in una stanza simile ad un refertorio dove oltre a del cibo avariato,
trovano una botola e un calice d'oro. A quel punto vengono attaccati da un paio di scheletri che erano situtati inermi al centro della stanza.
Dopo essersi liberati dei nemici sbarrano porte e botola e si accampano per la notte in quel locale caldo.
Durante la cena Siope mangia una delle gallette e si sente male, subendo effetti di paralisi a tutto il corpo.
A quel punto dopo aver soccorso la druida, il monaco decide di svelare la sua vera identità (anche perchè il saio era stato bruciato da un mani brucianti di Peppergardh durante il combattimento). E' un elfo molto strano, sia per abbigliamenti che per fisionomia, di nome Calavera che come gli altri si trova li per cause dovute alla bufera.

Il primo turno di guardia viene effettuato da Kalis e Siope, anche Occhi d'oro è sveglio per pregare.Ad un tratto qualcosa di strano succede negli occhi dell'halfling, che inizia a spiegare a Sìope di un passaggio nell'atrio del monastero e che bisognerebbe andare a controllare. D'un tratto torna normale e sembra non ricordarsi
quello che sia avvenuto ultimi minuti antecedenti al rinsavimento. Intuiscono che c'è qualcosa di strano nell'aria.
Col proseguire della notte Tarot, che stava dormendo, si sveglia ed inizia ad attaccare gli altri. Sìope nel tentativo di bloccare i feroci attacchi del barbaro lancia l'incantesimo "Intralciare" che immobilizza tutti.
La situazione è in stallo finchè Peppergardh, con un colpo di genio, usa prestidigitazione su una galletta facendola finire in bocca a Tarot, che cade a terra paralizzato.

4 commenti:

  1. La Prestidigitazione delle gallette di Peppergardh rimane tuttora la cosa più epica di tutta la campagna, a mio modesto parere! XD

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  2. Eh si! credo che sarà dura avere un'altra intuizione di così alto livello XD

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  3. con le magie pacco che mi ritrovo la vedo dura anchio.. non mi resta che far pipì dentro la coppa d'oro!

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  4. ah!!! ecco perchè è una delle tue mosse preferite :-)

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