Malgrado l'insistenza di Alluzin, si decise di attendere l'alba del nuovo giorno per uscire.Tornati nel cortile innevato Kalis indicò dove si trovava il passaggio segreto e quella che sembrava una piccola stanza venne avvolta dal buio.
Kalis ci spiegò che al suo interno non bastavano le normali torce per dissolvere quella densa oscurità, ma Alluzin estrasse la spada di Miaren e scomparve nel passaggio. Non appena fu dentro l'essenza del fantasma scomparve e Miaren tornò in sè. Non riusciva a orientarsi e chiamò i suoi compagni, svelando che in realtà era stato posseduto dallo spirito dell'abate. Qualcosa simile a un tentacolo lo afferrò. Si trattava di un Mantoscuro. Occhi d'oro lanciò un incantesimo di luce e finalmente si riuscì a scorgere qualcosa nell'ombra.
Le reali fattezze del Mantoscuro furono svelate a tutti: dal corpo affusolato simile ad un grosso calamaro fluttuante a mezz'aria si allungavano otto tentacoli neri collegati tra loro da una spessa membrana. La bestia trascinò Miaren più in profondità lungo un corridoio. Fu solo grazie all'intervento di Zhail che l'elfo riuscì a salvarsi dal triste destino che gli era stato prefissato dal mostro. Poi Peppergardh si avvicinò alla bestia esanime e la cosse a puntino. Kalis e Tarot favorironodi quel polpo affumicato al sapor di ammoniaca. Addirittura l'halfling conservò dei pezzi nello zaino.
Occhi d'oro analizzò delle botti nella stanza, ma dopo averle toccate diverse volte, cominciò a udirsi un ticchettio sempre più rapido finchè un'esplosione colpi lui e quelli che lo circondavano. Siope, Zhail e Kalis si erano intanto introdotti nella tana di due tassi. Uno venne eliminato sul posto, l'altro ridusse in fin di vita Occhi d'oro (che intanto si era avventurato dentro la tana). Una volta fuori il mezz'orco si sentì al sicuro ma il tasso sbucò dal pavimento e lo attaccò. Siope riuscì a calmarlo, e proprio quando sembrava tornato docile Tarot lo decapitò con la sua ascia, schizzando sangue ovunque. Kalis prese i due tassi morti per vendere le pelli.
Il lungo corridoio conduceva a una scala a chiocciola armata di trappola che Kalis riuscì a disattivare e i sette
salirono verso il piano superiore. Giunti all'ultimo scalino vi era una scala a pioli cosparsa della solita polvere
bianca che aveva reso ormai leggendarie le gallette. Calavera riuscì a disattivare la trappola ma rimase paralizzato rischiando di cadere, se Miaren non l'avesse afferrato e trascinato su. La scala terminava in una botola, che si apriva su quella che doveva essere la biblioteca del monastero. Il tetto cadeva in pezzi e i libri erano esposti alla neve e alle intemperie, mentre sul pavimento svolazzavano decine di pergamente inzuppate d'acqua mista a petrolio. In fondo alla stanza, vicino a una porta, la figura di un monaco terrorizzato all'interno di un cerchio di strani simboli, impugnava una torcia che apparve subito congelata innaturalmente da qualcosa o qualcuno. Occhi d'oro rivelò che quei simboli potessero rappresentare un cerchio magico di protezione contro il fantasma e che probabilmente il monaco non era riuscito ad attivarlo in tempo prima di venire ucciso, ipotizzando anche che la torcia gli sarebbe servita a dar fuoco alle pergamene intrise di petrolio. L'unica cosa in buone condizioni sembrava una enciclopedia dell'oscuro in 10 volumi, che ovviamente finì sulle spalle
di Tarot e un simbolo di Pelor trovato da Kalis addosso al monaco. Nella stanza successiva invece si trovarono davanti ad una scena raccapricciante. Un monaco impiccato al centro della stanza circondato da treccie d'aglio. Qualcuno si avvicinò e permise all'essere di risvegliarsi ed attaccarlo. Fu ucciso subito e priam di uscire Kalis prese dell'aglio.
Tornati nel refertorio, decisero di riposare e di esplorare l'ultima ala del monastero l'indomani.
La porta in cima alle scale conduceva agli alloggi dei monaci. Su un corridoio lungo e stretto si affacciavano diciotto piccole camere, due camere più grandi e, in fondo, una camera che poteva essere quella dell'abate. Dividendosi in gruppi (Tarot e Occhi d'oro, Miaren e Calavera, Peppergardh Siope e Kalis) esplorarono tutte le camere, affrontando solo un altro Mantoscuro, mentre in una di esse Occhi d'oro trovo un gattino nero che decise di tenere con sè e di battezzare Amadeus.
Entrati nella camera principale, videro il corpo di un Monaco riccamente vestito seduto su una poltrona regale, quasi un trono. Anch'esso si dimostro uno zombie e, dopo averlo affrontato ed eliminato, si presentò un fantasma. Vagrant propose al gruppo di eliminare Alluzin in cambio di un tesoro oltre ogni immaginazione. L'offerta sembrava allettante ma si sapeva che Vagrant non era un'entità raccomandabile, quindi dopo qualche momento di indecisione Peppergardh lo ferì con Mani brucianti. Venne evocato anche Alluzin, che comparve come una figura imponente accompagnata da urla strazianti. Rapiti da puro terrore, Miaren, Calavera e Kalis scapparono via. Alluzin accusò la Compagnia di averlo tradito e di lavorare per Vagrant (d'altronde considerava Kalis e Peppergardh delle bestie e odiava molti altri) e, dopo diversi tentativi di placarlo, i due fantasmi si posizionarono alle due estremità della stanza intimando ai quattro rimasti di schierarsi con l'uno o con l'altro. Infine tutti si schierarono con Alluzin, Vagrant venne sconfitto e il suo corpo bruciato, insieme al monastero.
Mentre la Compagnia si lasciava alle spalle (con atteggiamento molto figo) il monastero in fiamme, lo spettro di Alluzin li condusse alla caverna dove si trovava il suo cadavere, insieme a un idolo in oro di Pelor , e poi si congedò. Prima che scomparisse Miaren gli chiese di un certo Keador, ma lui non seppe dirgli nulla. Occhi d'oro notò una collana addosso al cadavere del monaco; la prese e la indossò ma dopo poco la collana iniziò a stringersi attorno al collo del mezz'orco per soffocarlo. Questi con l'aiuto di Tarot riuscì a togliersela ma decise di conservarla. Infine il corpo di Alluzin venne seppellito e i sette ripresero la via per Westgate mentre sorgeva il sole di un nuovo giorno e la neve cominciava a sciogliersi.
Quella sera si accamparono, accesero il fuoco, mangiarono e festeggiarono. Si avvicinarono diversi piccoli cinghiali, uno dei quali si affezionò particolarmente a Sìope, e poco dopo giunse anche "mamma cinghiale", un cinghiale crudele gigante. Miaren, Occhi d'oro e Calavera riuscirono a trattenere a stento Tarot, che
voleva attaccarlo perchè colpevole di aver rubato un pezzo della loro cena.
Infine, calata la notte, quando erano di guardia Miaren e Calavera, si sentirono dei rumori in lontananza. Guardando bene videro una figura incappucciata e con una tunica dalla quale fuoriuscivano delle catene. A Calavera gli si illuminarono gli occhi, spiegò al ranger che era Omotoyossi, un suo amico che gli aveva salvato la vita più volte. Questo lo invitò ad avvicinarsi. I due si avvicinarono e lo straniero con un filo di voce gli disse: "Stai attento a quei due col tatuaggio, sono pericolosi". Si girò e sparì nel buio da dove era arrivato.

Certo che tutto sto casino per un misero idolo d'oro...non ne è valsa la pena
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