Arrivati a Westgate Traley portò il gruppo a fare un giro per la città. La piazza principale, al centro della quale spiccava un'imponente statua del fondatore dei Cavalieri Purpurei, era gremita di gente in grande attesa per l'envento dell'anno;
Il cavaliere purpureo elencò le varie gare che si svolgevano durante la festa: lotta a mani nude, tirò con l'arco, sfida di magia e un torneo a squadre di 3. Poi il gruppo decise di andare in una locanda per rifocillarsi; era di proprietà di uno gnomo, cosa abbastanza intuitiva già dal nome: "I 9 peccati del Burlone".
Dentro incontrarono due nani intendi a brindare, ai quali ovviamente si aggiunse immediatamente Tarot che si ubriacò dopo poche pinte di birra. Calavera e Kalis si informarono con Hotor, il locandiere, sul dove potersi iscrivere ai vari tornei, ma lo gnomo disse loro che le iscrizioni erano ormai chiuse da settimane. Decisero di tentare ugualmente e alcuni si avviarono verso l'ufficio iscrizioni, mentre i due halfling, Peppergardh e Tarot rimasero alla locanda.
Dal momento che la Compagnia era composta da soli otto membri, durante il tragitto Calavera osservava i passanti per trovare qualcuno che potesse completare le tre formazioni da iscrivere al torneo a squadre.
Dopo due donne e un giovanotto, vide in un angolo buio di una piccola via un soggetto furtivo che sporgeva il capo di tanto in tanto. Quando scoprirono che era un organizzatore di scommesse più o meno clandestine (che propose loro delle puntate sui vari tornei), gli chiesero delle informazioni e prima che Sethrut potesse avvicinarsi proseguirono verso l'ufficio, che come previsto trovarono chiuso.
Cercarono quindi Traley per poter riuscire nell'intento e questi decise di accompagnarli dal marchese per chiedere uno strappo alla regola, dal momento che gli avevano salvato la vita. Si diedero appuntamento al calar del sole davanti il cancello della villa.
La prima parte del pomeriggio passò vendendo e acquistando oggetti vari. Giunti nel quartiere dei mercanti, entrarono nella bottega che mostrava in vetrina le bizzarrie più strane, in cui tutto sembrava avere un'aura magica. Il negozio era di un elfo occhialuto di nome Ranmos, che acquisto tutto eccetto l'ormai famosa collana maledetta, per la quale suggerì che un certo Breuf sarebbe stato interessato. Durante la compravendita l'elfo inizio a parlare di Correlon Larethian e Calavera stizzito da qualcosa iniziò a sputare per terra; Ranmos indiavolato lo cacciò fuori dal negozio e questi tranquillamente uscì. Rimasto solo, si recò in un'altra bottega per vendere l'anello e il simbolo trovati nella sacca di Traley. Qui il mercante acquisto il simbolo ma rifiutò l'anello essendo un oggetto che identificava i purpurei. Il ladro, ricordatosi delle parole di Ranmos, si avviò di corsa verso il porto della città, speranzoso di trovare Breuf.
Dopo quasi mezz'ora di corsa l'elfo arrivò al porto, alla sua sinistra una baraccopoli lo mise di buon umore, sicuro che in un posto del genere avrebbe sia venduto l'anello, che trovato il terzo componente del gruppo per la gara a squadre. Appena si addentrò iniziò a chiedere ai passanti se conoscessero questo Breuf, uno di questi era un uomo pelato con degli stracci addosso di nome Zenoip, che si presentò come un monaco iscritto al torneo di lotta a mani nude; a Calavera gli si illuminarono gli occhi così gli propose subito di aggiungersi a loro per il torneo a squadre e gli diede appuntamento di fronte al cancello della villa del marchese per presentargli gli altri componenti del gruppo. Dopo aver salutato il monaco, vide un grosso edificio stagliarsi davanti a lui: era una locanda. Entrò dentro e ordinò una birra che gli venne servita in un bicchiere pulito con lo sputo del locandiere; nel mentre chiese di Breuf e finalmente ebbe un'indicazione. Si trovava dietro la locanda, nella stalla. Calavera decise di acquistare anche il bicchiere per poter offrire la birra (con lo sputo) a Breuf poi uscì e si diresse verso la stalla. Giunto di fronte al capanno vide uno scatolo con dei piedi che sbucavano fuori. L'elfo chiamo il nome di Breuf e questi uscì fuori. Era un vecchio, che si mostrò subito interessato all'anello, chiese di aspettare una mezz'oretta per procurare il denaro e sparì dentro lo scatolo. Calavera sbalordito guardò dentro ma non vide nulla, così decise di sedersi davanti alla scatola e di aspettare che uscisse.
Terminati gli affari nel quartiere dei mercanti, Occhi d'oro contattò di nuovo l'organizzatore di scommesse, dandogli appuntamento per il pomeriggio, e i sette si diressero al porto. Costeggiata la residenza del marchese, dopo quasi un'ora di cammino giunsero infine in vista del porto di Westgate, che si affacciava su un'ampia baia. Sulla sinistra, attraccata a uno dei moli principali, videro una grossa nave nera dalle imponenti vele rosse, mentre sulla destra si sviluppava una grossa e confusionaria baraccopoli. Arrivati nel distretto del porto, la strada imboccava un bivio. Kalis, Sìope e Peppergardh decisero di andare verso i moli e la nave, gli altri si diressero verso la baraccopoli, alla ricerca di Breuf. Appena entrati nel sobborgo Miaren si tolse il cappello del camuffamento, che aveva indossato fino a quel momento prendendo le sembianze di sè stesso prima della "reincarnazione", ma anche lì la gente non sembrava gradire la sua presenza e faceva strani segni con le mani quando lo vedeva. Al centro di quell'agglomerato di edifici si trovava la locanda e i quattro decisero di entrarvi. Non era difficile immaginare che al suo interno vi trovarono la peggior feccia: ubriachi, straccioni, criminali, gente comunque poco raccomandabile. Chiesero al locandiere di Breuf e lui indicò dove trovare il vecchio, sottolineando che non fossero i primi a domandare di lui. Prima di uscire Tarot udì provenire dal piano superiore un vago belato che quasi si perdeva tra le urla degli avventori; salì le scale e dentro una camera trovò un uomo con delle pecore che fecero riemergere in lui ricordi passati. Decise di comprarne una e di chiamarla Linny II, la caricò sulle spalle e raggiunse gli altri dietro la locanda. Qua i quattro trovarono Calavera seduto davanti a quello che sembrava uno scatolo di cartone vuoto. L'elfo spiegò che Breuf viveva lì e che il vecchio fosse entrato in "casa" per prendere qualcosa per lui. La storia sembrò molto poco credibile finchè Tarot, ED-Mon, Miaren e Sethrut non videro con i propri occhi un vecchio umano smagrito venir fuori dalla scatola. Dopo le contrattazioni del caso (e dopo che Calavera rischiò di finire risucchiato nella scatola per seguire Breuf e dirgli di non rivelare nulla dell'anello del purpureo) la collana maledetta fu venduta. I cinque dunque tornarono verso il porto, dove attesero per qualche minuto Kalis, Sìope e Peppergardh.
Quest'ultimi non avevano avuto una bella esperienza nei pressi della nave con le vele rosse, infatti arrivati di fronte al ponte della nave due soggetti dall'aspettp sinistro gli si pararono davanti. Si professarono essere una nave di mercanti che vagavano per i mari, ma la storia puzzava un pò troppo visti gli atteggiamenti e soprattutto gli indumenti dei due, quindi Kalis avido come sempre propose di fare un giro sulla nave, e così uno dei due lo accompagnò all'interno. Mentre questi salivano sulla nave Peppergardh infastidito dal loro modo scagliò un incantesimodi fuoco per incendiare l'imbarcazione ma per sua sfortuna la nave era protetta contro le magie e quindi non solo non fece nulla ad essa ma in aggiunta fu sbalzato in acqua dal ritorno dell'incantesimo!
Durante questo siparietto Kalis arrivò sulla nave e fu invitato a bere un bicchiere di rhum, li capì che si trattava di una nave di pirati, altro che commercianti. Così si affrettò a scendere dalla nave e ad allontanarsi, ma prima di poter essere tranquilli lo stregone non contento del primo esito riprovò una magia con risultati altrettanto catastrofici. Decise che si sarebbe vendicato. Alla fine raggiunsero gli altri all'uscita del porto e si recarono alla residenza del marchese.
La tenuta del marchese era un vasto alternarsi di prati verdi, cespugli e boschetti, nel quale vivevano le creature più disparate. Un lungo viale alberato la tagliava in due, collegando il cancello di ingresso alla villa vera e propria. Mentre la compagnia (alla quale si era unito anche Zenoip), guidata da Traley, giungeva nei pressi dell'edificio, Tarot liberò la sua pecora così che potesse vivere felice in quel luogo paradisiaco.
Una grossa carrozza guidata da due destrieri neri era ferma nel cortile e quando Traley bussò giunse ad aprire un individuo alto e di bell'aspetto. Il maggiordomo riconobbe il cavaliere purpureo e gli chiese cosa volesse, sottolineando poi che non tutti avrebbero potuto ricevere udienza dal marchese. Il maggiordomo scelse, con non poca difficoltà, Sethrut, Sìope, Miaren (che aveva di nuovo indossato il cappello del camuffamento) e Calavera. Ed-mon protestò col maggiordomo per non averlo scelto, ma Kalis gli spiegò in maniera colorita che non aveva senso far entrare un vecchio in casa, allora il mezz'orco come ormai di routine spaventò con il solito incantesimo l'halfling che iniziò a correre nei prati della tenuta. Tornò in se dopo un centianio di metri davanti ad un cespuglio dove vide infilarsi la pecora di Tarot che dopo un fievole belare non diede più nessun segno, a quel punto Kalis decise che era meglio tornare indietro e così fece accampandosi con Ed e Tarot che iniziarono a mangiare formaggio e miele.
Nel frattempo il maggiordomo, seguito da Traley, fece strada ai quattro. Attraversati lunghi corridoi e sfarzose sale, giunsero in un grande salone con al centro un pianoforte a coda. Il maggiordomo, che aveva un passo talmente leggero da sembrare che fluttuasse a pochi millimetri dal pavimento, notata la sorpresa dei quattro, suonò una malinconica melodia, per poi ritirarsi e comunicare che il marchese sarebbe stato lì a breve. Quando furono soli, Sìope provò a emulare il maggiordomo al piano, ma con risultati abbastanza inquietanti. Il marchese comparve come dal nulla. Era un uomo dall'aspetto giovanile, sulla quarantina, lunghi capelli biondi e pelle molto pallida. Miaren notò delle profonde occhiaie. Sethrut fu incaricato di parlare, e spiegò la situazione. Traley confermò con un certo imbarazzo il racconto del paladino e la richiesta di partecipare al torneo, tessendo le doti della Compagnia; il marchese disse che avrebbe fatto il possibile e invitò tutti a rimanere per
cena, compresi coloro che erano fuori ad aspettare. A questo punto il maggiordomo invitò gli altri ad entrare nel palazzo e poi codusse tutta la compagnia in una grandissima sala, con uno dei tavoli più grandi che avessero mai visto pieno di ogni prelibatezza culinaria. A tutto questo il marchese non avrebbe partecipato; questo destò delle titubanze ad alcuni del gruppo, soprattutto di Kalis che già aveva iniziato a preoccuparsi quando notò l'assenza di specchi e la presenza di soli quadri raffiguranti donne, come se non fosse mai morto: un vampiro? ma non curanti delle preoccupazioni mangiarono di tutto e dopo essersi rinpinzati a dovere furono accompagnati fuori dal maggiordomo che stava attento a non avvicinarsi a Kalis che nel frattempo si era riempito le tasche dell'aglio che aveva nello zaino. Infine prima di chiudere il portone invitò Traley a tornare la mattina seguente con uno del gruppo per iscrivere tutti al torneo.
Usciti fuori Sìope recuperò Zhail che nel mentre aveva fatto un giro nella tenuta. Tornarono tutti nella locanda, ma purtroppo vista la tarda ora trovarono solo una stanza da quattro posti dove si rifugiarono in otto, il monaco decise di dormire fuori visto il voto di povertà fatto al momento della propria scelta. La notte passò tranquilla, a parte le litanie di preghiera di Ed-Mon che durarono quasi tutta la notte.
Al mattino fecero colazione e nel mentre decisero come formare i gruppi. Dopo vari ragionamenti uscirono fuori tre gruppi ben agguerriti:
1. Tarot - Ed-Mon - Kalis
2. Zenoip - Sìope - Miaren
3. Sethrut - Peppergardh - Calavera
Durante la colazione videro scendere giù dalle scale un uomo ubriaco, indossava un cappotto lungo rosso ed un bel cappello nero, appena arrivò a piano terra fece per uscire ma fu bloccato da Sìope e Kalis, lui continuò ad andare fino a che Peppergardh inseguendolo fuori non iniziò a minacciarlo. Capì che si trattava di Benden Courte il capitano della nave pirata. A fine colazione Peppergardh stufo del modo di fare dei pirati decise di andare alla caserma delle guardie per denunciarli; raccontò che avevano osato mettergli le mani addosso. Le guardie spiegarono che si sarebbero informati e che avrebbero cercato dei testimoni.
Sìope e Calavera si diressero verso lo zoo, Sethrut andò dal marchese insieme a Traley ed infine Kalis andò in giro per la città a soddisfare la sua sete di storia e si fermo a parlare con un chierico in una cattedrale.

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