giovedì 2 dicembre 2010

XI. Alle porte di Westgate

Riunitasi all'ingresso della caverna che era ancora buio, la Compagnia decise di avventurarvisi all'inseguimento del Worg e alla scoperta del mistero di quell'elmo che pendeva dalla sua zampa. 






La caverna si sviluppava secondo un corridoio lungo e stretto che curvava verso destra. Tarot, giovando dell'invisibilità lanciatagli addosso da Ed-Mon, si avventurò nel corridoio in avanscoperta; oltre la curva il corridoio era parzialmente ostruito da grosse pietre e in fondo si scorgeva una stanza. Il mezz'orco vi giunse, trovando un Worg al centro di essa. Il lupo parve fiutare qualcosa e si avvicinò al barbaro fino a essergli di fronte, ma non riuscendo a vederlo non lo attaccò. Nel frattempo Miaren e aveva seguito Tarot con lo sguardo, notando la presenza di un altro worg appostato tra le pietre. Sethrut però aveva percepito due aure malvagie e dedusse che, da qualche parte, doveva essersi nascosto un altro worg. Calavera, Kalis e Miaren prepararono una strategia per poter contrastare al meglio quei lupi: il primo avrebbe attaccato di sorpresa il worg più vicino e gli altri due l'avrebbero coperto. Purtroppo il piano si rivelò funzionale solo in parte e Calavera fu circondato dai worg (i due nascosti tra le pietre più il terzo, che si trovava nella caverna insieme a Tarot e che, uditi i lupi combattere, venne in loro soccorso), che lo separarono dal resto del gruppo, ma seppur malconcio riuscì a cavarsela. Liberatisi dei Worg, esplorarono la caverna in fondo al corridoio e vi trovarono un passaggio coperto da sterco e paglia che conduceva alla tana del capo Worg. Attraverso il passaggio si riuscivano a scorgere due worg adulti, probabilmente un maschio e una femmina, e sei cuccioli che sembravano divertirsi con qualcosa, forse una carcassa. Uno dei worg parlò a Tarot, provocandolo e invitandolo ad addentrarsi laggiù. Il mezz'orco non resistette alla rabbia e si infilò nel cunicolo, venendo attaccato dai lupi. Anche i suoi compagni si infilarono nel passaggio e, dopo un lungo combattimento, risolto soprattutto dall'enorme ascia bipenne di Tarot, uccisero i due Worg e i loro cuccioli. Peppergardh aveva cercato invano di trovare una soluzione diplomatica e Miaren e Siope avrebbero voluto salvare uno dei cuccioli,che si era rintanato in un angolo, ma Tarot, Calavera e Kalis uccisero i piccoli superstiti esanimi. Sethrut soccorse Traley, un cavaliere purpureo proprietario dell'elmo visto in precedenza tra le zampe del lupo. Con l'aiuto di Calavera, che tentò anche di rubare i suoi averi senza successo, il paladino lo portò fuori dalla caverna, mentre gli altri raccolsero quelle poche cose di valore che riuscirono a trovare.

Non era ancora l'alba quando si rimisero in cammino. Traley, che camminava a stento, disse che nelle vicinanze aveva scorto una casa e che, con un po' di fortuna, chi la abitava avrebbe potuto dare loro rifugio per la notte. Giunti alla piccola abitazione, dopo molte discussioni il vecchio proprietario aveva acconsentito di ospitare tutti in casa fino al mattino. Decisero di rimanere in disparte Miaren che di sua spontanea volontà aveva deciso di declinare l'invito e Calavera che si era infiltrato in casa da una finestra sul retro alla ricerca (rivelatasi vana) di qualcosa da rubare e si era nascosto sotto un letto. Ma sarebbe stato un epilogo troppo semplice, dunque Ed-Mon lanciò un incantesimo di paura su Kalis, che nel mentre si era finto marito di Siope per entrare in casa, e il ladrò scappò via urlando. A questo punto il vecchio, già poco propenso ad ospitare quella strana Compagnia, cacciò tutti nella stalla. Kalis, tornato in sè, si infliltrò in casa dalla stessa finestra scassinata da Calavera, vedendo il suo stivale comparire da sotto il letto su cui era andato a dormire il vecchio. I due ladri si fecero scoprire e dal trambusto che ne seguì entrambi furono buttati fuori di casa. Solo Ed-Mon rimase col vecchio, avendogli donato una moneta di platino. Peppergardh, stizzito, gli schizzò la porta con un fiotto d'acido, fondendone la maniglia. Durante la notte Calavera riuscì a derubare Traley, sostituendo le monete d'oro che il cavaliere purpureo aveva in un sacchettino con delle monete di rame e, giunto il mattino, tutti si rimisero in viaggio per Westgate.
Il chierico tentò senza successo di incollare l'ano del cavallo evocato dal cavaliere purpureo, ricevendone in cambio un calcione e dopo qualche ora di cammino la Compagnia fu infine in vista delle nere e imponenti mura di westgate.

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