martedì 19 ottobre 2010

IV. L'abate Alluzin



Dopo una lunga ed estenuante battaglia contro i costrutti del "Bushido" spetta ai nostri eroi scoprire cosa troveranno dentro la fantomatica tomba. E' arrivato anche il momento delle prime incomprensioni.






Verificata la presenza di eventuali trappole, Calavera apre la porta e si trova davanti non una tomba, bensì uno studio. All'interno vede una scrivania, un camino, delle librerie. Occhi d'oro trova dei libri dell'occulto, Calavera un diario scritto in una lingua strana che Occhi d'oro identifica come draconico. E' il diario dell'abate del monastero, tale Alluzin, che confida di essere in grave pericolo perchè un suo confratello, di nome Vagrant, sta attentando alla sua vita. Kalis, incuriosito da una candela stranamente accesa, la spegne con un soffio. Appena la fiamma si dissolse una ventata di freddo proveniente dal caminoaccompagna la comparsa di un fantasma che si presenta come Alluzin e li accusa di essere complici di Vagrant.
Si prova ad aprire un dialogo: Miaren e Sìope riescono a parlare, Kalis e Peppergardh vengono totalmente ignorati perchè, dice il fantasma, sono delle bestie per via di quel tatuaggio. Tarot e Cavalera provano qualche attacco ma senza esito. Alluzin tenta invano di entrare in vari corpi e, dopo una sorta di trattativa, si impossessa di Miaren con l'obiettivo di mostrar loro qualcosa.
Mentre il gruppo si sta per allontanare Calavera scopre un passaggio segreto e vi si addentra insieme a Kalis e a Peppergardh, abbandonando gli altri.

I tre si ritrovano in una stanza piena zeppa di armi arrugginite e mantelli vecchi. C'è anche un forziere che Kalis scassina, trovando al suo interno delle monete d'oro che i 3 decidono di dividere tra loro. Alla fine prendono dei mantelli per gli altri, Peppergardh trova un mantello magico che tiene per sé e Calavera prende un arco corto composito di buona fattura sperando che possa fruttar qualche moneta. Nel trovarsi di nuovo fuori dalla botola Calavera tenta di rubare il calice d'oro del giorno precedente ma non riuscendoci lo consegna a Peppergardh per poi rivenderlo.

Nel frattempo gli altri, guidati da Alluzin nel corpo di Miaren, trovano il corpo congelato di un monaco, col viso contratto in una smorfia di terrore, sotto il laghetto ghiacciato nel cortile. Alluzin si china e toccando la superficie del lago scioglie il ghiaccio e fa cadere tutti nell'acqua gelida, abbandonando poi il corpo di Miaren. I quattro, aiutati da Zhail, riescono faticosamente a uscire dall'acqua e a ritornare dentro il monastero. Nessuno riesce a comprendere il gesto di Alluzin

I due gruppi si ritrovano nel refertorio dove avviene un rimprovero dei tre che hanno abbandonato il gruppo.
Kalis da un mantello a Sìope, Tarot apprezza il suo, la stessa  cosa non fa Occhi d'oro che anzi attacca Calavera per avergli portato una cosa così malconcia. Tra i due nasce un diverbio, placato poi da Miaren,
che riceve anche l'arco composito in cambio di monete d'oro. Accampatisi infine per la notte, rimangono di guardia Tarot, Miaren, Kalis e Occhi d'oro il quale decide di fare uno scherzo a Calavera. Si avvicina al suo giaciglio e gli defeca sul cuscino. La puzza diventa insostenibile. Appena questo si sveglia va su tutte le furie e riconoscendo gli escrementi di un mezz'orco va verso Occhi d'oro e lo attacca con la catena chiodata. La situazione degenera. Il ladro ruba la patata d'oro al chierico che, giustificando il gesto come usanza del suo popolo, esige le scuse che Calavera non intende porgere. Mentre i due litigavano Kalis e Tarot premevano per il combattimento. Ma l'elfo colmodi ira sentendo Kalis dare ragione al mezz'orco (dava ragione ad entrambi) lo attacca con all'improvviso riducendolo in fin di vita.
Kalis reagisce a sua volta colpendo mortalmente Calavera che riesce a schivare il suo attacco solo in parte.
Al quadretto si aggiunge Peppergardh che offre il calice della pace con del vino da bere (in realtà è urina del mago), l'unico a berlo è Tarot che lo apprezza tantissimo!
Dopo varie diatribe Miaren riesce a fare da pacere e a far tornare tutti a letto. L'elfo dei boschi rimare di guardiae, vedendo Zhail allontanarsi, decide di seguirlo. Giunti nell'altra stanza il cane si volta, mostrando fiammeggianti occhi rossi. L'elfo, non volendo ferire l'animale, e intuendo che potrebbe trattarsi del fantasma di Vagrant, evoca Alluzin chiamandolo tre volte (avevano notato che alla terza chiamata il fantasma compariva o scompariva) ma il fantasma dell'abate, comparso alle sue spalle, si impossessa di lui. I due spiriti si scambiano reciproche minacce e accuse e alla fine Vagrant abbandona il corpo del cane mentre Miaren, sempre posseduto da Alluzin, torna tranquillamente nella stanza dove il gruppo si era accampato e prova a convincere quelli svegli ad andare dove Kalis era stato conciato per le feste.

2 commenti:

  1. Ah, qui c'è da dire anche che abbiamo trovato 3 quarzi blu e due colorati... i quarzi blu portano sfortuna...

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