Mentre Calavera, Occhi d'oro e Tarot partivano alla volta di Westgate con il povero Miaren e la pelliccia del lupo appena scuoiato, Kalis insieme a Siope, Peppergardh e Sethrut ripresero l'inseguimento della dama bianca che li condusse in una radura dalla quale si scorgeva una capanna con del fumo che usciva dal camino.
Purtroppo però furono scoperti da un paio di goblin che erano lì sul posto. Kalis fece in tempo a nascondersi fra i cespugli, quindi i goblin gli passarono davanti e la dama bianca sparì in direzione della casa. Kalis rimase un po' a pensare se inseguire il topo o aiutare i propri compagni alle prese con i due goblin, ma alla fine il suo buon cuore fece si che lui restasse ad aiutarli. Dopo aver sconfitto abbastanza facilmente i due malcapitati, Kalis decise di avvicinarsi furtivamente alla casa e dare una sbirciatina dalle finestre: in quella di destra vide un topo gigantesco con sembianze umane, affisso ad una croce di Sant'Andrea e torturato da un goblin feroce; dall'altra invece si vedeva un salotto abbastanza malconcio e sporco. Per evitare ulteriori spargimenti di sangue, il ladro scaglio un proiettile con la fionda contro la finestra della stanza nella quale stava avvenendo la tortura. Scappò indietro dritto dai suoi compagni ma nel frattempo dalle finestre si erano affacciati due goblin che iniziarono a tirare giavellotti in direzione degli intrusi, riuscendo a beccare Sìope. La lotta era inevitabile.
Sethrut si scaglio contro il primo arrivando dritto dritto alla finestra, mentre Peppergardh con atteggiamenti
di sfida, afferrò un giavellotto e lo conficcò contro uno dei due goblin uccisi precedentemente. Fatto ciò anche
lui si diede alla battaglia insieme a Sìope e Kalis. I due goblin furono sistemati in fretta quindi il passo da fare era entrare in casa. Lo fecero passando dalla finestra di destra. Entrati dentro videro la povera bestia crocifissa che sembrava soffrire ma Sethrut notò che emanava un'aura malvagia. Sìope spiegò che ciò è dovuto allo stato in cui si trovava la creatura: quando un uomo si trasforma per licantropismo, diventa inevitabilmente malvagio fintanto che l'effetto non svanisce. Il gruppetto decise quindi di risparmiargli la vita e si misero a perlustrare la casa. Sethrut aprì la porta che dava nel salotto, ma appena vi si addentrò, venne attaccato immediatamente da un goblin. Il paladino schivò l'attacco e lo uccise all'istante. Kalis invece esaminò una porta scoprendo che era protetta da una trappola che si rivelò essere una fiala di fuoco greco. La conservò. Setrhrut notò che dall'altra parte della porta proveniva un'aura malvagia, quindi provò ad abbattere la porta caricandovi sopra ma senza ottenere risultati. Dopo un po' di tentativi lui e Peppergardh riuscirono ad abbatterla, mentre Kalis si era messo ad esaminare le altre porte scoprendo che c'erano fiale di fuoco greco disseminate dappertutto. Mentre il ladro cercava di scoprire il perchè le fiale fossero un pò ovunque, delle grida provenivano dalla stanza la cui porta era stata devastata. Un combattimento aveva preso piede. Sethruth insieme a Siope e Peppergardh avevano iniziato una lotta con un halfling dall'aspetto inquietante: aveva il vestito coperto da strani disegni magici, probabilmente rune, mentre dalle mani e dai piedi si rizzavano delle spine lunghe una decina di centimetri.
Kalis raggiunse gli altri e si rese conto che quell'halfling poteva essere l'assistende del mago che lui stava tanto cercando. Provò allora a parlargli, ma prima che potesse proferir parola lo stregone ed il paladino lo finirono. A quel punto il corpo dell'halfling iniziò ad illuminarsi e tutte le fiale disseminate per la casa scoppiarono facendo divampare un incendio. Kalis fu il primo a scappare e nonostante le esplosioni uscì illeso, ma gli altri non furono fortunati come lui. Peppergardh si accorse che l'halfling teneva in mano dei fogli, forse appunti, che decise di prendere. Nel frattempo però i suoi vestiti avevano preso fuoco, quindi dovette cercare una via di fuga velocemente, ma mentre correva un'esplosione lo rese sordo. Alla fine riuscì ad uscire e iniziò a rotolarsi sulla neve per spegnere il fuoco. A quel punto Kalis su tutte le furie cercò di strappare via dalle mani dello stregone gli appunti che aveva preso poco prima, ma non ci riuscì, quindi minacciò Peppergardh di morte se non glieli avesse resi. Lo stregone però non sentiva una parola di quello che il ladro diceva, quindi si mise seduto e cominciò a leggerli. Kalis fece altrettanto.
Sìope e Sethrut erano ancora dentro casa e nonostante questa fosse in fiamme, decisero di esplorarla comunque. In una stanza scoprirono che c'era un pover'uomo incatenato ai piedi. Sethrut con un paio di fendenti lo liberò e l'uomo scappò. In un altra stanza invece c'erano degli animali rinchiusi che appena liberi cercarono di scappare (anche se alcuni si buttarono nelle fiamme). Infine in un'altra stanza Siope trovò un sacco che prese con se. Kalis e Peppergardh videro le fiamme alzarsi sempre più quindi pensarono che la druida e il paladino fossero ormai morti. Kalis provò a sbirciare dalle finestre ma tutto quello che vide furono fiamme e il povero uomo-topo arrostito. Dentro la casa c'era ancora un'unica porta che non era stata aperta, quindi Sethrut la aprì. Era la porta di ingresso. A quel punto uscirono fuori assieme al boscaiolo che li ringraziò infinitamente. Kalis sentì delle voci familiari provenire dall'altra parte della casa, quindi vi si recò insieme allo stregone. Videro allora i due del proprio gruppo più un omaccione con la maglia rossa a quadri e la barba folta. L'halfling fece qualche domanda al boscaiolo e quello rispose dicendo che era finito in quella casa rapito dai goblin mentre era andato in cerca di legna. Non lo trattavano proprio male, almeno non lo torturavano, ma si limitavano a prendere un po' del suo sangue ogni tanto. Intanto Sethrut curò le ferite dello stregone che era in fin di vita.
Mentre stavano parlando, Siope sentì in lontananza come delle frasi cantate, tipo una filastrocca ma in una lingua che non capiva. Pensò si trattasse di altri goblin, quindi lo riferì a Kalis che effettivamente confermò la cosa. I goblin stavano cantando una canzoncina che recitava "Mangiamo, tagliamo". Pertanto i quattro seguiti dal taglialegna decisero di andarsi a nascondere, ma proprio mentre stavano cercando un nascondiglio, vennero scopertida altri tre goblin di cui uno appariva possente. La lotta fu inevitabile e lo scontro violento. Il boscaiolo venne colpito alla gamba con un giavellotto riducendolo in fin di vita, quindi si diede alla fuga. Gli altri riuscirono a sconfiggere i goblin e Sethrut diede il colpo di grazia ad ognuno di essi. Kalis ne approfittò come al solito per frugare i goblin e trovò un bel bottino: un'ascia perfetta, cinque asce da lancio perfette ed
un'armatura di cuoio borchiato perfetta! Misero tutto nelle tasche di Zhail.
Ma che fine aveva fatto la Dama Bianca? Questo si chiese Siope e per scoprirlo fece una sorta di richiamo.
All'improvviso una decina di topi arrivarono da ogni parte ed iniziarono a correre intorno alla druida e tra
essi spiccava proprio la Dama Bianca che in quel momento aveva sembianze umane.
L'ora era tarda, la capanna distrutta. Il boscaiolo tornò fuori dal cespuglio in cui si era nascosto e venne
curato da Sethrut. A quel punto in cerca di un riparo decisero di tornare nella foresta e di accamparsi lì.
Nel frattempo Peppergardh si mise a litigare con i topi, uno dei quali lo morse. Poi provò a prendere in braccio anche la dama bianca che gli diede un altro paio di morsi. Alla fine rinunciò e la posò a terra. Dopo aver cacciato tre trote e mangiato, il gruppetto si addormentò lasciando inavvertitamente il boscaiolo che rimase solo nella radura.
Il giorno dopo decisero di tornare a seguire il topo il quale però non sembrava stavolta avere una meta,
ma si comportava proprio da topo. A quel punto era inutile seguirla, ma dopo poco che si era allontanata questa tornò veloce e scappò dall'altra parte. Nel frattempo un forte trambusto si sentì provenire dalle loro spalle, gli alberi cominciarono a tremare. I quattro scapparono verso la direzione del topo, Kalis montò sul cane al volo senza il consenso di Sìope che cadde a terra. A quel punto Zhail si fermò e fu raggiunto dal fatidico cinghiale crudele il quale in preda alla furia tirò un morso al povero Kalis che accusò il colpo, mentre il povero Zhail rimase aggrappato ad una zanna della bestia enorme che continuò a correre.
Sìope si arrabbiò con Kalis dandogli la colpa del tutto, ma alla fine il ladro le fece capire che la colpa non
era sua. La druida in ogni caso era del tutto convinta a seguire il cinghiale per riprendersi il proprio animale, ma gli altri la convinsero a provare a chiamare Zhail. Da lontano si sentì ancora un trambusto e gli alberi ripresero a tremare! Non ebbero nemmeno il tempo di scappare che si ritrovarono davanti il cinghiale crudele che questa volta sembrava essere coscente. La bestia poggiò a terra il Bull Terrier tutto dolorante che tornò dalla propria padrona. Visto che sembrava difficoltoso riuscire a portare il topo con loro, Kalis ebbe l'idea di dargli da mangiare l'ultima galletta che gli era rimasta. A quel punto la dama svenì parendo morta, ma Sìope si assicurò che era viva. La portarono con loro.Infine Siope ebbe l'opportunità di aprire la borsa che aveva trovato nella capanna, trovando quattro fiale di uno strano veleno e 500 monete d'oro che divisero tra loro.
La notte Peppergardh iniziò ad avere strani incubi. Sognava cose strane e al suo risveglio era mutato qualcosa
in lui. Non era più un mezz'elfo ma un umano! Kalis pensò che fu per colpa del morso del topo mannaro (la dama bianca). Lo stregone confessò di sentirsi confuso ma non gliene importò più di tanto. Gli spuntò sul volto anche un po' di barba. Kalis intanto continuava a star male, quindi Sìope lo curò mentre Sethrut curò il cane. Alla fine ripresero il viaggio verso Waimoot. La raggiunsero dopo 2 giorni di cammino. Era buio perciò decisero di tornare alla locanda. Lì ordinarono da bere da mangiare oltre a due camere. Nel frattempo si vociferava che l'enorme cinghiale stava causando molti problemi alla popolazione e forse era arrivato tempo di abbatterlo. Kalis intanto riprese a parlare con il locandiere il quale gli rivelò che il mago era tornato in paese e che alloggiava dal suo amico gnomo. Per non rischiare quindi di non trovarlo più il giorno dopo, si recarono dritti dal mercante. Dalla porta usciva uno strano fumo. Kalis, Siope e Peppergardh ne ricordarono l'odore e si ricordarono anche quella volta non era presente con loro un paladino. Cercarono di convincere in tutti i modi il paladino ad andar via per un qualsiasi pretesto ma non ci riuscirono. A quel punto Kalis bussò alla porta dello gnomo e sentì delle risate provenire dalla casa. Finalmente lo gnomo decise di rispondere dicendo "Non c'è nessuno qui". Visto la saggia risposta, Kalis rivelò la propria identità e lo gnomo fu contento di aprirgli la porta. Purtroppo appena vide il paladino con loro scappò in casa a nascondere "qualcosa". Alla fine li fece accomodare. Kalis gli disse che erano venuti a cercare il mago di nome Shlevos Grima, quindi lo gnomo lo chiamò. Sethrut era curioso di sapere quello che stava succedendo in quella casa, visto l'immane presenza di fumo, il mago dopo essersi presentato, disse che in effetti lo gnomo aveva bruciato una pentola mentre stavano preparando una fonduta. Il mago notò subito il topo e fece finta di non saperne niente. Kalis gli mostro gli appunti dell'halfling dicendogli che sapevano tutto. A quel punto il mago potè parlare chiaramente e raccontò dell'halfling suo assistente e di come fosse desideroso di apprendere la magia.
Confessò che in effetti quell'halfling non era così affidabile, anzi aveva cominciato a fare degli esperimenti pericolosi. Una volta tentò di uccidere anche il mago, ma egli si limitò a difendersi e a mozzarlgi tre dita, dopodichè lo cacciò. Confessò anche di come lui si era messo a preparare pozioni per provocare l'effetto inverso della licantropia, proprio quello che era successo alla Dama Bianca, ma non vi era ancora riuscito.
Il gruppetto raccontò al mago quello che avevano visto e quello che era successo, compresa la morte del suo
assistente. Il mago tirò un sospiro di sollievo. Sìope volle mostrargli le fiale di veleno che aveva trovato nel sacco. Il mago capì che si trattava delle fiale che lui stesso aveva tentato di creare ma senza successo.
Notò che l'halfling invece c'era riuscito perchè sapeva usare bene l'alchemia a differenza sua che ci provava
mediante l'utilizzo degli incantesimi. Shelvos si rivelò interessato alle fiale e Kalis fu subito in accordo con lui quando si dimostrò disponibile ad acquistarle per ben 200 monete di platino. Dopo un bel po' di litigi causati da Sethrut, il quale riteneva che le fiale andavano distrutte e non vendute, alla fine riuscirono a vendergliele. Il mago voleva mettere mani anche sulla Dama Bianca. All'inizio Siope era contrariata a ciò, ma sentendo dire dal mago che in cambio avrebbe dato loro un oggetto magico, dal suo buon spirito di druida non ci pensò due volte e gli diede la Dama Bianca. Ottennerò così una mano mummificata di un elfo, la quale aveva le capacità di alzare gli oggetti un po' come fa la telecinesi. Kalis la prese con se.
Infine Peppergardh raccontò al mago di come si era trasformato in umano. Il mago aveva in mente una cura che gli avrebbe dato solo in cambio degli appunti dell'helfling. Il patto quindi venne stipulato. Kalis però era curioso di chiedere al mago del tatuaggio che gli era spuntato sulla fronte. Gli disse anche che quello dello stregone ogni tanto si illuminava. Il mago allora passò una mano vicino al tatuaggio di Kalis e capì che in effetti non era un tatuaggio, ma non sapeva di cosa si trattasse. Aveva bisogno di un po' di tempo per fare qualche ricerca. Diede allora sia a Kalis che a Peppergardh un foglio di carta in cui aveva scritto qualcosa e raccomandò loro di non perderli. Il mago spiegò loro che era un mezzo attraverso il quale lui avrebbe potuto chiamare i possessori del foglio. Intanto Kalis trovò lo gnomo, sotto il tavolo, intento a fumare e gli fece fare qualche tiro. A quel punto l'halfling era ormai stordito dal fumo, ma accettò di buon grado una bustina di erba pipa che lo gnomo gli offrì. Tornato fuori dal tavolo vide il mago intento a suonare uno strano flauto che aveva la capacità di richiamare topi da ovunque. In breve tempo la città fu invasa dai topi.
Non appena la situazione fuori si calmò, il gruppetto si allontanò verso la locanda e andò a dormire. Kalis come al solito prese stanza con Siope, e come al solito si spogliò davanti a lei per fare un bel bagno. Anche Sìope fece lo stesso, solo che costrinse il ladro a girarsi dall'altra parte e mise di guardia Zhail che ringhiava ogni qualvolta Kalis sbirciava.
La mattina dopo si recarono tutti quanti dal fabbro nano per fare degli acquisti e vendere un po' di roba.
Così fecero. Kalis scoprì inoltre che in quel negozio vendevan un'armatura che desiderava e decise di acquistarla. Spese tutti i suoi soldi che aveva, ma purtroppo gli mancavano 30 monete d'oro. Chiese uno sconto ed il nano si offrì di vendergliela in cambio di una giornata di lavoro. L'halfling accettò. Sìope allora decise di vendere le asce da lancio, l'ascia e i due cuoi borchiati.

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