martedì 2 novembre 2010

VI. Alla locanda di Suzhail

La mattina seguente partirono per Westgate, quindi camminarono un pò  fino a quando trovarono un cartello che indicava la via. Oltre a Westgate comparivano altre due città: Suzhail e Olimin. Dopo qualche diverbio decisero di fare una sosta a Suzhail.





Arrivarono alle porte della città la sera, e due guardie bloccavano l'entrata. Dopo averle corrotte con qualche spicciolo, entrarono in città ed Occhi d'oro notò immediatamente che Suzhail era circondata da una strana aura magica, nonostante ciò decise di non parlarne con nessuno. La prima cosa che fecero fu di recarsi all'interno della locanda "La Dama Bianca". Parlando con l'oste, di nome Lucas, si scoprì che in quel paese erano sparite parecchie persone, soprattutto uomini. Inoltre correvano voci che in una foresta lì vicino (la foresta del Re) vivesse una sorta di entità non naturale, forse un fantasma, di sesso femminile e di una bellezza spaventosa. Molti uomini erano andati a "passare del tempo" in compagnia della dama bianca, ma alcuni di essi non fecero mai ritorno. Interessati decisero di indagare sul fatto, quindi iniziarono a discutere con un mercenario ed un mercante dell'aspetto nobile. Kalis era interessato più ai loro averi che alle loro parole, quindi si mise d'accordo con Siope e decisero di farli ubriacare non solo per tirare fuori qualche informazione sulla dama bianca, ma anche per poter scoprire qualcosa su di loro e per metterli ko. Kalis aveva già in mente di derubarli. Occhi d'oro notò subito le tre fanciulle presenti nella locanda, e andò deciso verso la più bella per sedurla, ma non ebbe gran successo attirando su di se le ire del marito che lo sfidò a duello, dandogli appuntamento mezz'ora dopo fuori dalla locanda. Non contento dell'accaduto Occhi d'oro vide degli strani
comportamenti da parte del locandiere Lucas che si rivelò essere attratto dal "fascino" del mezz'orco. Questi allora si propose per un'ora di passione in cambio di denaro e Lucas ne sembrò entusiasta, rimandando tutto alla notte.
Calavera invece sentendosì stanco e stufo della baldoria, come abitudine decise di non alloggiare nella locanda, si sistemò piuttosto sull'albero che stava proprio accanto all'edificio e si appisolò. Tarot intanto aveva intrapreso una gara di bevute con un tizio nella locanda. Il povero malcapitato dovette arrendersi all'incredibile resistenza del mezz'orco, quindi pagò in pegno un anello che conservarono.
Nel frattempo anche Peppergardh si era dato da fare. A breve nella locanda un piccolo bardo avrebbe dovuto esibirsi in una prova musicale, e lo stregone prese la palla in balzo per sfidarlo!
Il bardo riscosse grande successo a differenza dello stregone che a malapena sapeva tenere in mano la propria lira. Mentre Kalis ordinava da bere per il mercante e il mercenario, ne approfittò per chiedere informazioni sulla città parlando con l'oste. Quello gli rivelò che Suzhail era una città abbastanza tranquilla se non per il fatto della Dama Bianca. Inoltre gli disse che in città c'era una grossa villa abitata da un potentissimo mago seguito sempre dal suo fedelissmo servitore. Intanto Siope era riuscita a far ubriacare i due zoticoni con l'aiuto di Kalis che offriva loro da bere. Aveva provato anche ad offrir loro delle gallette cercando di metterli al tappeto con una paralisi, ma purtroppo il trucchettò non riuscì. Il mercante ed il mercenario decisero allora di ritirarsi nella propria stanza, così Kalis li seguì di nascosto, ma fu scoperto per le scale. Cercò vano di inventarsi una scusa ma i due non gli credettero. Fortunatamente nello stesso momento arrivò Siope che con movimenti ammiccanti riuscì a farsi dire il numero della stanza in cui i due dovevano alloggiare.
Nel frattempo Peppergardh era riuscito a conquistare la figlia del locandiere grazie al suo fascino, quindi decisero di allontanarsi per andare a vedere le stelle.
Il marito della fanciulla importunata da Occhi d'oro era uscito fuori dalla locanda ad aspettare il mezz'orco come da appuntamento; era un uomo alto, robusto e forte. Peccato che Occhi d'oro non aveva minimamente pensato di uscire fuori.
Nello stesso momento Calavera aveva iniziato a temere il freddo, decise dunque di scendere dall'albero per fare un giro in città e soprattutto vedere dove si trovava il tempio di Pelor (notoriamente pieni d'oro). Mentre passava davanti la locanda vide il pover uomo spazientito che aspettava davanti l'ingresso. L'elfo gli chiese del perchè stesse lì fuori da solo ad aspettare, ma quello preso di rabbia e di noncuranza gli lanciò una moneta d'argento e gli disse: "Toh, un altro buffone, balla per me". Calavera non ci vide più dalla rabbia, quindi prese la moneta e gliela tirò contro beccandolo in piena fronte! Immediatamente tra i due nacque una rissa, ed il trambusto attirò fuori il resto del gruppo, tranne Kalis e Sìope che non si accorsero di nulla, e Peppergardh che non era ancora tornato dalla passeggiata romantica.
Il robusto uomo , di nome Edward, chiamò i suoi due figli che si trovavano dentro la locanda. Miaren provo a sbarrare loro la strada tenendo la porta, ma fu travolto abbastanza facilmente. La rissa durò parecchio e fu anche abbastanza sanguinosa. Per fortuna il diplomatico Miaren mise fine a tutto.
Peppergardh intanto era in giro con quella che si stava rivelando la sua donna perfetta. La serata risultò piacevole tanto che la figlia della locandiera invitò lo stregone ad alloggiare insieme a lei in una delle stanze della locanda. Non appena arrivarono alla locanda, lo stregone per galanteria decise di offrirle qualcosa da bere ordinando della scadentissima birra. Lei sentendosi offesa decise di rimandare il tutto al giorno dopo e lo stregone perse la propria occasione.Ma quando sembrava di essere riuscito a rimediare la situazione, si aprì una porta da dove sbucò Calavera che propose scherzosamente ai due piccioncini una cosa a quattro con lui e Miaren. A quel punto la ragazza si offese così tanto che iniziò a chiamare il padre che però fu calmato da Calavera ricordandogli che era meglio passar sopra queste cose se voleva quello che gli era stato promesso da Occhi d'oro. A quel punto Lucas cacciò la figlia e si piombò davanti la camera di Occhi d'oro. Comunicarono tramite bigliettini sotto la porta mancanza di soldi e per paura di esser scoperto abbandonò l'idea e tornò a letto.

Peppergardh deluso della serata decise di andare alla ricerca del potentissimo mago e di passare quindi la notte fuori. Dopo aver vagato per la città, finalmente riuscì a trovare l'enorme villa che risultava essere chiusa da un'altrettanto enorme cancello (l'ora era tarda). Lo stregone allora cominciò a gridare nella speranza di attirare il mago, ma non gli fu data risposta. Decise quindi di passare alle maniere forti e iniziò a lanciare fiotti d'acido sul cancello che si sciolse solo parzialmente, ma era ancora troppo poco. Una guardia purpurea si accorse del fatto e si avvicinò e cominciò ad interrogare lo stregone. Egli rispose dicendo: "Io sono un potentissimo stregone e voglio parlare con il mago". Il cavaliere decise di portare in caserma Peppergard il quale non oppose resistenza. Lì passò la notte.

Nel frattempo Kalis e Siope dovevano mettere in opera il loro piano: saccheggiare il mercante ed il mercenario. Sapevano che la stanza era la numero 15, mentre loro allogiavano alla 18. Kalis aprì lentamente e
cautamente la porta e sbirciò nel corridoio. Dopo essersi assicurato che fosse sgombro, si avvicinò silenziosamente alla porta numero 15 mentre Siope faceva da guardia. Il ladro appoggiò un orecchio sulla porta e riuscì a capire che in camera c'erano effettivamente due persone, quindi forzò la serratura e si intrufolò. Muovendosi silenziosamente si avvicinò ad uno degli zaini e provò a muoverlo. Si sentì uno scroscio di monete, così afferrò lo zaino e lo trascinò fuori dalla stanza fin in camera propria. Sìope lo aspettava e gli diede una mano frugando dentro la borsa. Trovarono il sacchetto pieno zeppo di monete d'oro e lo tolsero dallo zaino richiudendolo. A quel punto Kalis riportò la borsa in camera dei due nello stesso punto in cui l'aveva trovato, quindi uscì e chiuse la porta. Fu un vero colpo da maestro per l'halfling.

Il mattino seguente tutti avevano già fatto colazione e mancavano all'appello solo Kalis, Siope e Peppergardh.
Si recarono dal fabbro della città che si rivelò essere Edward, il tizio che avevano attaccato la sera prima. I suoi due figli erano dietro che lavoravano. Dopo aver fatto un po' di compravendita, uscirono e videro Peppergardh in compagnia di una guardia che lo stava scortando fuori dalla caserma. Tutti allora furono curiosi e gli chiesero spiegazioni che lo stregone non volle dare. Nel frattempo Kalis e Siope si erano svegliati e avevano contato le monete d'oro. Erano 1400!!! e decisero di divederle tra loro. Poi uscirono e si unirono al resto del gruppo e insieme decisero di andar via da Suzhail e di indagare sulla Dama Bianca, quindi si diressero verso la Foresta del Re.

2 commenti:

  1. Perdonami Peppergardh per lo scherzo ignobile che ti ho fatto, non permettendoti di quagliare con la fanciulla XD

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  2. ihihih! Cmq c'è da modificare i Peppegard in Peppergardh! L'ho dimenticata tutte le volte...

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